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Questo argomento contiene 10 risposte, ha 667 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Angela 6 anni, 9 mesi fa.

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  • #535

    Angela
    Membro

    Come si fa, dopo un intervento di endometriosi infiltrante, ad evidenziare che l’endometriosi sia stata completamente eliminata da ogni organo a cui aveva attecchito?

    #565

    Ciro
    Membro

    In realtà non esiste una tecnica diagnostica o biochimica di sicurezza. Sicuramente l’approccio ecografico fatto con colleghi esperti nella valutazione dell’endometriosi può darci una prima valutazione della situazione chirurgica ma da mettere in correlazione con un’attenta valutazione clinica

    #566

    Angela
    Membro

    Grazie della risposta e ricevera` presto una nuova domanda 😉

    #570

    Florinda
    Membro

    Quali sono stati i sintomi dell’endometriosi? Avevi dolori addominali? Avevi dolore durante i rapporti sessuali? E il vomito?

    #572

    Angela
    Membro

    Si avevo dolori durante i rapporti sessuali e moltissimi sintomi intestinali venti giorni al mese

    #575

    Florinda
    Membro

    Angela hai mai avuto il vomito?

    #576

    Angela
    Membro

    Avevo spesso nausea e vomito anche di notte. Soprattutto la notte i sintomi intestinali si acuivano fortemente tali da farmi passare notti insonni. Purtroppo l’endometriosi ti da molti dolori. Adesso dopo l’intervento si sono ridotti.

    #577

    Florinda
    Membro

    Stavo pensando a tutte le donne che hanno il vomito e si rivolgono al medico di famiglia per esporre il loro problema …………. trascorreranno anni prima di ricevere la diagnosi corretta, sempre che qualcuno la individui.
    Nel frattempo, le donne passeranno per isteriche accusando dolore, recidive ecc..
    E’ proprio difficile ricevere una diagnosi reale in tempi brevi!!

    I vari specialisti (penso al gastroenterologo, al ginecologo, all’urologo ecc.) dovrebbero dialogare tra loro e con umiltà interloquire.

    #579

    Angela
    Membro

    Diciamo che nei centri specializzati nella cura dell’endometriosi, l’equipe è composta da più medici (il gastroenterologo, l’urologo e il ginecologo esperto in laparoscopia) ma di questi centri ce ne sono pochi e poco pubblicizzati.

    #583

    Florinda
    Membro

    Angela concordo con te circa la poca pubblicità dei centri di eccellenza.

    Secondo me, dovrebbe essere il medico di famiglia o meglio, il servizio sanitario stesso, a portare a conoscenza dei pazienti, di una mappa delle strutture ospedaliere e dei centri di eccellenza; successivamente i pazienti decidere in quale centro curarsi.

    Ma c’è di più: ottenere assistenza sanitaria in un altro Paese dell’Unione europea, scegliere il professionista sanitario a cui rivolgersi e la struttura sanitaria dove curarsi; ottenere più facilmente il riconoscimento della ricetta rilasciata dal proprio medico o da un medico di un altro Paese dell’Unione europea al fine di ricevere un farmaco o un dispositivo medico e ricevere un rimborso delle spese sostenute per le cure ricevute e i farmaci o dispositivi medici acquistati.
    Sono questi i diritti che spettano ai cittadini dell’Unione europea, in virtù del Decreto Legislativo n. 38 del 4 marzo 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 21 marzo 2014 ed in vigore a partire dal 5 aprile.

    Il Decreto Legislativo recepisce la Direttiva 2011/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera, e la Direttiva di esecuzione 2012/52/UE della Commissione del 20 dicembre 2012, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro.

    Uno degli obiettivi a cui l’Italia deve puntare è sicuramente quello di attirare i pazienti stranieri a farsi curare sul territorio italiano e di guadagnarsi una posizione di ancora maggiore spicco in ambito sanitario a livello europeo. E’ questa la sfida che ci pone la direttiva.
    Migliorare sempre di più il Servizio Sanitario Nazionale, valorizzare le nostre eccellenze, e ne abbiamo tante, essere competitivi nel contesto europeo e attrarre, di conseguenza, pazienti e investimenti.

    Se raggiungeremo questo obiettivo otterremo un duplice vantaggio: da un lato, l’oggettivo innalzamento del livello di tutela della salute offerto ai cittadini italiani e ai cittadini degli altri Paesi membri; dall’altro, un non trascurabile risultato economico.

    #584

    Angela
    Membro

    Speriamo che anche l’attivita’ svolta nei forum e dalle varie associazioni, sensibilizzi la politica a risolvere i problemi

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